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Installazione

di Giulia Argenziano

dal 17 al 17 settembre 2026

Spazio eXtended

guest.è il titolo dell'intervento di Giulia Argenziano che si estende nello spazio dell'happening attraverso una serie di quattro poster. Argenziano Dottoranda in Arti Visive e Umanesimo Tecnologico presso l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia affronta frontalmente il tema dell’espropriazione abitativa, causata proprio da quelle dinamiche di gentrificazione e turismo di massa che definiscono il paesaggio urbano contemporaneo. Nelle sue opere, le cartoline più fotografate di Bologna – le Due Torri, Piazza Maggiore, i portici, il cortile dell'Archiginnasio – subiscono una radicale mutazione: si svuotano dei turisti per riempirsi di tende. Non si tratta di tende da campeggio per una fuga volontaria, ma di quelle che hanno caratterizzato la protesta studentesca contro il caro affitti, un gesto reale e politico che Argenziano trasforma in un dispositivo visivo e narrativo.

Realizzati attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa, i poster si appropriano del lessico delle internet aesthetics. Tra influenze vaporwave – rintracciabili nell'uso di colori artificiali e in una patina irreale – e suggestioni legate ai liminal spaces, queste estetiche non vengono evocate per nostalgia, ma piegate a uno scopo critico. La stessa logica sintetica che trasforma un monumento in souvenir e la città in un brand urbano pronto al consumo, viene utilizzata per mettere in scena lo svuotamento della città reale. Il monocromo violaceo che avvolge ogni scenario non restituisce una luce naturale, ma certifica una simulazione, posizionando l'immagine sulla soglia tra memoria e simulacro.

Attraverso lo sguardo di Argenziano, Bologna diventa il caso di studio di un fenomeno globale: la trasformazione delle città in parchi a tema, l'esilio degli abitanti verso le periferie e la negazione del diritto all'abitare. Le tende, uniche presenze superstiti in questi scenari deserti, non simboleggiano libertà, ma evidenziano ciò che rimane quando una casa dignitosa cessa di essere un diritto accessibile.